1. Interruzione automatica del circuito – Sistemi TT: in caso di guasto la carcassa metallica (massa) eleva il suo potenziale rispetto a quello di terra. Occorre pertanto eliminare tale tensione, interrompendo il circuito in un tempo tanto più breve quanto maggiore è la tensione che si genera tra le masse e la terra in caso di guasto, in modo da soddisfare la curva di sicurezza.
ZONA 1: non si hanno effetti dannosi.
ZONA 2: non si hanno normalmente effetti fisiopatologici pericolosi.
ZONA 3: possono verificarsi effetti quasi sempre reversibili.
ZONA 4: fibrillazione con conseguente arresto cardiaco, arresto della respirazione e ustioni.
La Norma CEI 64-8 prescrive il rispetto della seguente condizione:
RE ≤ UL / Idn
RE = resistenza del dispersore in ohm
Idn = corrente nominale differenziale in ampere
UL = 50 V ambienti ordinari
UL = 25 V ambienti a maggio rischio elettrico (cantieri, medico, zootecnico)
Per ottenere selettività con i dispositivi di protezione a corrente differenziale nei
circuiti di distribuzione è ammesso un tempo di interruzione ≤ 1 s.
Confronto fra la caratteristica di intervento del dispositivo di protezione e la curva di sicurezza tensione tempo.
Per quanto riguarda il coordinamento con differenziale: il relè differenziale è un dispositivo che rileva una differenza tra le correnti entranti e uscenti da un circuito. Nel caso che si verifichi un guasto a terra una parte della corrente fluisce verso il terreno e la risultante della somma delle correnti non è più uguale a zero. La corrente risultante produce un flusso che induce su di un terzo avvolgimento una corrente che è in grado di fare intervenire l’interruttore differenziale quando la corrente differenziale Idn supera il valore di soglia per la quale è tarato.
2. Interruzione automatica del circuito – Sistemi TN: Circuito di gusto a bassa impedenza (Zg) → elevata corrente di guasto (Ig) Tensione di contatto Uc < 230V.
La Norma CEI 64-8 prescrive il rispetto della seguente condizione:
U0 = Tensione nominale in valore efficace tra fase e neutro in volt dell’impianto relativamente al lato in bassa tensione
Zs = Impedenza totale in ohm dell’anello di guasto che comprende il trasformatore il conduttore di fase e quello di protezione tra il punto di guasto e il trasformatore
Ia = corrente che provoca l’interruzione automatica del dispositivo di protezione, entro il tempo:
- come da Tab. che segue, secondo U0, per i circuiti terminali protetti con dispositivi di protezione contro le sovracorrenti aventi In o Ir ≤ 32 A
- entro un tempo convenzionale non superiore a 5s per altri circuiti
Se si usa un interruttore differenziale Ia è la Idn.
Nei sistemi TN è riconosciuto l’utilizzo dei seguenti dispositivi di protezione:
- dispositivi di protezione contro le sovracorrenti;
- dispositivi di protezione a corrente differenziale (NO con TN-C).
Se l’interruzione automatica non può essere ottenuta rispettando la condizione ed i tempi riportati si deve realizzare un collegamento equipotenziale locale connesso a terra.
3. Interruttori differenziali: sono dispositivi in grado di aprire il circuito in centesimi di secondo (con le elevate correnti di guasto, tipiche dei sistemi TN, in 30-40ms). Nei Sistemi TN, se l’interruzione automatica non può essere ottenuta rispettando la condizione ed i tempi riportati, si deve realizzare un collegamento equipotenziale locale connesso a terra.
- Interruttori differenziali di tipo AC: intervengono correttamente per correnti di tipo sinusoidale applicate istantaneamente o lentamente crescenti. Idonei per impianti che alimentano utenze di tipo termico o elettromeccanico e gli apparecchi con parti elettroniche ma che non comportano modificazioni significative della forma d’onda.
- Interruttori differenziali di tipo A: sono adatti sia per le correnti di tipo sinusoidale sia per le correnti pulsanti con componente continua. Raccomandabili in impianti in cui sono installati circuiti raddrizzatori o componenti elettronici che possono determinare verso terra correnti raddrizzate.
- Interruttori differenziali di tipo B: sensibili anche a componenti continue, tipicamente presenti a valle di raddrizzatori trifase con collegamento a ponte di Graetz o a stella.



